L’ipertiroidismo del gatto è malattia piuttosto comune, soprattutto nei soggetti anziani. Dovuto a un disturbo della tiroide che produce una eccessiva quantità dei suoi ormoni può essere causato da diversi fattori.

Ipertiroidismo del gatto

L’ipertiroidismo è una patologia piuttosto frequente, soprattutto nei gatti anziani.

È provocato da un aumento della produzione di ormoni tiroidei i quali hanno innumerevoli funzioni, agendo su molti organi.
Tra queste troviamo:

  • regolazione del metabolismo
  • regolazione della produzione del calore (calorigenesi)
  • stimolazione della sintesi delle proteine
  • crescita e mineralizzazione dell’osso
  • regolazione del sistema nervoso

per citare le principali.

Il fatto che questi ormoni influiscano su così tante funzioni ed organi rende estremamente variabile il quadro clinico che, quindi, potrebbe presentarsi in modi differenti, anche  a seconda della capacità di adattamento del soggetto alla nuova condizione.

L’eccessiva produzione di ormoni avviene per un aumento dei volume della tiroide, ghiandola di piccole dimensioni, posta proprio ai lati della trachea, nella parte inferiore del collo che, solitamente non è palpabile né percepibile.

Gli ormoni prodotti dalla tiroide sono principalmente 2:

  • la L-Tiroxina o T4 (la quantità maggiore)
  • la L-tetraiodotiroxina  o T3.(il 20% circa della prima)

Questi ormoni devono raggiungere gli organi a cui sono destinati per poter agire e farli funzionare. Lo fanno attraverso il circolo sanguigno all’interno del quale si legano a frazioni proteiche.

Non tutta la quota di ormoni, però arriva agli organi legata: una parte li raggiunge in forma libera.

Questa parte libera (una piccolissima %) è la frazione che dice alla tiroide di “chiudere il rubinetto” e non produrre più ormoni.

Il comando principale arriva dal cervello, attraverso l’ipofisi che ordina alla tiroide (sempre attraverso un altro ormone, il TSH) di produrre i suoi o di cessarne il rilascio, a seconda del “comando” che arriva.

Questa precisazione è importante in quanto servirà per meglio comprendere quali siano i parametri necessari al fine di fare una corretta diagnosi.

Cause di ipertiroidismo felino: occhio alle scatolette di alluminio.

L’aumentata produzione di ormoni è associata ad un aumento di volume della ghiandola, la quale può andare incontro ad una iperplasia adenomatosa benigna (un ingrossamento della ghiandola a causa di una forma tumorale benigna) o, più raramente, maligna, di uno o entrambi i lobi della tiroide.

Ma cosa provoca davvero questo ingrossamento?

In realtà le cause sono molte e soprattutto associate a problemi ambientali.

Uno studio epidemiologico (cioè che valuta la presenza di una malattia in una determinata area o popolazione e cerca di comprenderne la causa e i fattori di rischio) ha messo in evidenza come cibo umido conservato in alluminio e con apertura a strappo, fosse il cibo più utilizzato in animali con ipertiroidismo.

Interessante fu anche notare che la percentuale della malattia si riduceva se gli animali venivano alimentati con metà razione di cibo secco.
Inoltre, era molto meno presente in animali che non avevano mai avuto, nella loro dieta un alimento confezionato in quel modo.

Ciononostante, la malattia era presente nel 25% della popolazione di soggetti a cui non era mai stato somministrato questo tipo di cibo e quindi è stato ipotizzato che ci potessero essere altre cause coinvolte, soprattutto di tipo ambientale.

Si è notato quindi che sono soprattutto i gatti di casa a esserne soggetti, in particolare quelli che non hanno mai accesso all’esterno.
Da qui l’ipotesi che potessero essere sostanze della lettiera o altre utilizzate regolarmente nelle case.

gatto in visita
gatto in visita

 

Sintomi di ipertiroidismo nel gatto

I sintomi di ipertiroidismo sono piuttosto variabili, in base al tipo di risposta del soggetto.

Alcuni sono sempre presenti, altri lo sono, ma in minor incidenza.

I gatti con ipotiroidismo, di solito, sono adulti/anziani.
L’età media di insorgenza è di 12/13 anni con solo pochi casi diagnosticati prima dei 10.

I sintomi che puoi osservare possono distinguersi in sintomi molto comuni:

  • perdita di peso
  • aumento della fame (polifagia)
  • aumento della sete (polidipsia)
  • aumento della frequenza e quantità dell’urina (poliuria)
  • leccamento compulsivo soprattutto agli arti anteriori con alopecia 
  • irritazione cutanea
  • sintomi neurologici come iperattività
  • aggressività/irritabilità
  • vomito intermittente
  • diarrea intermittente
  • feci voluminose di cattivo odore
  • possibilità di palpazione della tiroide (gozzo, palpabile attraverso una manovra che, di solito fa il veterinario).

Sintomi frequenti:

  • febbre moderata
  • alterazioni della qualità del pelo
  • anomalie respiratorie

Altri segni sono rilevabili solo in sede di visita, come:

  • alterazioni del ritmo cardiaco (piuttosto frequenti)
  • ipertensione (più raramente).

Diagnosi di ipertiroidismo nel gatto

Se si ha il sospetto di malattia la prima cosa da fare è effettuare degli esami del sangue e delle urine.

Il quadro ematologico e biochimico presenta dei parametri alterati che possono essere quasi sempre evidenti in caso di ipertiroidismo:

  • parametri epatici: sono aumentato nel 90% dei casi almeno uno degli enzimi (ALT, ASP, AST)
  • fruttosamine ridotte, per aumento del catabolismo (distruzione) proteico

Molti altri parametri andranno valutati soprattutto per mettere in evidenza e/o escludere altre patologie concomitanti, come l’Insufficienza Renale Cronica (IRC) o il diabete mellito.

Se ci si trova di fronte a sospetto di malattia, la conferma diagnostica può arrivare solo attraverso la valutazione dei parametri specifici per la funzionalità della tiroide: il T4 di cui abbiamo parlato all’inizio.

Valori del T4 in caso di ipertiroidismo felino

Come abbiamo visto, la tiroide produce la Tiroxina che entra nel circolo sanguigno legandosi per la maggior parte a proteine (T4), per arrivare agli organi di destinazione.
Una parte rimane libera (f-T4) e ha funzione di feedback negativo, cioè indica alla tiroide (tramite l’ipofisi) di smettere la produzione.

Bene. Il parametro che si dovrà valutare per comprendere se c’è o meno un eccesso di ormone in circolo è il totale delle due frazioni, libera e legata e viene definita TT4 (Tiroxina totale).

Questo è il parametro più specifico che, anche noi, valutiamo presso il nostro ambulatorio.

Nella maggior parte dei casi il valore è decisamente aumentato (superiore a 4 ).

Ci potrebbero però essere dei casi dubbi in cui, nonostante tutte le evidenze il parametro non è così aumentato. Questo potrebbe essere associato a:

  • fluttuazioni imprevedibili dell’attività tiroidea durante la giornata (in questo caso si può pensare a effettuare nuova misurazione dopo qualche settimana)
  • concomitanza di malattie che abbassano il valore ematico
  • la malattia è agli stadi iniziali.

In questi casi sarà necessario effettuare altri test misurando anche la sola frazione libera dell’ormone (f-T4) e in caso di ulteriore dubbio può essere necessario effettuare un test chiamato di soppressione della Tiroxina con T3.

Cura dell’ipertiroidismo del gatto

Il trattamento di questa malattia è necessario in quanto i gatti ipertiroidei possono sviluppare facilmente patologie cardiache e renali che aggravano il quadro e potrebbero portare a morte del soggetto anche in modo improvviso.

Inoltre, quando la malattia è sintomatica porta a un deterioramento grave della condizione di vita, con dimagramento e perdita di massa muscolare, vomito grave e diarrea.

La terapia è, di solito medica, attraverso la somministrazione di Tiamazolo.

Questo è un farmaco non scevro da effetti collaterali che, se non insorgono però nel giro di pochi mesi, di solito non si manifestano.

Altre volte, invece è necessaria la sua sospensione.
Gli effetti più frequentemente riscontrati sono:

  • letargia
  • vomito
  • disoressia (perdita dell’appetito)
  • prurito facciale.

La somministrazione del farmaco necessita sempre di controlli di routine, soprattutto della funzionalità renale, perché potrebbe provocare insufficienza renale.

Ulteriore trattamento è la somministrazione di cibi a bassissima concentrazione di iodio.

Ipertiroidismo nel gatto: come prevenirlo

La prevenzione dell’ipertiroidismo passa attraverso controlli regolari.

La valutazione della T4 se effettuata regolarmente, può mettere in evidenza precocemente la malattia, che quindi può essere gestita prima di essere conclamata.

La riduzione dell’esposizione a sostanze contaminanti, e cibi il più freschi possibile saranno poi ulteriore mezzo di prevenzione.

In caso si conclamasse, ti ricordo che potresti beneficiare dei rimborsi assicurativi, qualora il tuo gatto fosse già assicurato da almeno un mese.

Bene, per oggi è tutto. Se vuoi maggiori informazioni sui controlli che potrai effettuare contattaci da qui oppure dalla nostra pagina Facebook.

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