In un precedente articolo, abbiamo messo in evidenza l’importanza della valutazione e controllo della bocca dei nostri animali, al fine di essere certi che non si instaurino problemi come le parodontiti o le gengiviti.
Il tartaro e la placca sono causa di gravi problemi, non solo della bocca ma in tutto l’organismo.

Oggi poniamo l’attenzione sulla prevenzione e sul giusto metodo per mantenere sana la bocca dei nostri amici pelosi.

Come prevenire i problemi ai denti del cane e gatto.

Per meglio capire come fare, è necessario avere qualche cognizione in più sulle cause che portano la formazione della placca e alle patologie ad esse connesse.

Alla base dei problemi della bocca dei nostri amici c’è la placca che, abbiamo visto in un precedente nostro scritto, è composta primariamente da batteri.
Tantissimi, milioni di batteri, di centinaia di specie diverse, colonizzano la bocca del cane e gatto e possono poi migrare nell’organismo creando diverse malattie metaboliche. (Fonte)

Ma ci sono condizioni che influenzano la sua formazione ed evoluzione e che sono indipendenti da ciò che possiamo fare per prevenire..
Tra questi troviamo per il cane:

  • la taglia. I cani di piccola taglia, inferiore agli 8 kg, sono maggiormente predisposti alla formazione di tartaro, che si presenta prima e più gravemente rispetto ai cani di grossa taglia.
    Pare che sia una questione di dimensione relativa del dente: più sono piccoli i cani, più grande (in proporzione) è la superficie del dente esposta.

    È stato dimostrato che il rapporto fra altezza della mandibola e altezza del primo molare nel cane diminuisce significativamente in associazione con la taglia dell’animale.[1]
    Nello Yorkshire Terrier ad esempio la perdita di pochi millimetri di gengiva può essere determinante tanto da rendere le fauci così fragili da essere soggette a fratture. Lo sapevi? In questi cani le malattie orali rappresentano la ragione più frequente di visita.
  • La soggettività e resistenza del sistema immunitario. Abbiamo visto che i batteri stimolano il sistema immunitario in caso di gengivite. La velocità di aggravamento della malattia in periodontite, dipende dalla risposta soggettiva dell’animale.
    Anche la composizione della saliva influisce.
  • L’età dell’animale: con l’avanzare dell’età, la malattia pare avere un decorso più veloce.
  • Per il gatto anche la razza: Siamesi, Persiani, Abissini, Burmesi e Maine Coon, sono più frequentemente soggetti a stomatiti da tartaro.

Come prevenire i problemi ai denti in cane e gatto: l’igiene orale

Per evitare che la placca crei una gengivite e che questa possa evolvere in una parodontite, è essenziale mantenere la bocca del nostro animale il più pulito possibile.

Partiamo però dal presupposto che, se c’è una grande quantità di tartaro superficiale, ci sarà sicuramente anche la stessa quantità di placca e contaminazione batterica anche al di sotto della gengiva.

Questo implica che, se non facciamo rimuovere il tartaro in modo corretto dal nostro veterinario, non potremo mai ottenere un risultato efficace.

Ecco perché la prima cosa da fare quando un cane o un gatto hanno del tartaro è portarlo in visita di controllo e ascoltare il consiglio del nostro medico che valuterà o meno la necessità di effettuare la detartrasi.

A tale scopo ti ricordo che Gennaio e Febbraio sono i mesi della prevenzione delle patologie dentali e che quindi puoi fare una visita di controllo gratuita, presso i veterinari che aderiscono all’iniziativa.

Senza questo passaggio, tutto il resto diventa davvero poco efficace, perché non esiste manovra, alimentazione o intervento manuale fai da te in casa, che possa eliminare il tartaro sotto le tasche gengivali.

Tartaro dei denti nel cane e gatto: la pulizia dei denti (detartrasi) in anestesia. Ecco come eliminare il tartaro.

La detartrasi ad ultrasuoni consiste in una manovra medica, da effettuare in anestesia generale, che consente al medico di effettuare una pulizia profonda dei denti.
Inoltre, attraverso indagini più approfondite può:

  • estrarre i denti che non sono più ben fissi nell’osso
  • controllare la presenza o assenza di formazioni tumorali della bocca, molto frequenti nei nostri animali
  • eliminare possibili corpi estranei, residui di cibo infissi tra i denti o nella gengiva
  • eliminare completamente il tartaro sottogengivale e pulire le tasche gengivali eventualmente formatesi
  • valutare la presenza di ascessi dentari
  • effettuare la lucidatura dei denti, per ritardare la formazione di placca futura.

Considerando che il tartaro aumenta nella sua formazione nel cane e gatto anziano e che questa pratica necessita di anestesia, risulta fondamentale non attendere che l’animale non sia più in condizioni fisiche da poter essere sottoposto ad una manovra del genere.
Ecco perché è così importante tenere monitorata la situazione della bocca prima che non sia più possibile intervenire.

Come capire che c’è bisogno di fare la pulizia dei denti al tuo cane e gatto?

L’osservazione dei sintomi di patologia dentale è fondamentale, ma spesso non vi sono segni tanto evidenti da farci pensare alla presenza del problema.

Ecco perché è bene imparare a guardare spesso la gengiva e i denti dei nostri animali.

malattia parodontale evoluzione
Fonte studio dentistico Zamprogno Montebelluna l’immagine è riferita a denti umani. Il tartaro nei nostri animali si deposita anche sulla superficie esterna del dente

Attraverso l’osservazione quindi potrai valutare se presenta:

  • Gengive sane: gengive di colore rosa, denti bianchi senza placca ne tartaro,
  • Gengivite: gengive arrossate, non si nota placca o tartaro ,
  • Gengivite cronica: gengive arrossate, placca e tartaro sono presenti, insieme ad alitosi.
    La gengiviti cronica può permanere per un tempo indefinito senza aggravarsi, oppure evolvere in
  • Lieve parodontite: le gengive sono arrossate (per la gengivite), il dente è solo debolmente mobile; ilsanguinamento della gengiva può essere presente,
  • Moderata parodontite: gengive infiammate, sanguinamento presente sempre. Il dente è mobile con perdita dell’osso alveolare fino al 50% (la parte di osso intorno al dente),
  • Grave parodontite: infiammazione grave delle gengive, denti molto mobili con riassorbimento osseo importante e sanguinamento costante.

In questa evoluzione dei fatti, sono i batteri presenti che producono le lesioni, erodendo la massa ossea intorno al dente e infiltrandosi sempre più al di sotto della gengiva.
Il colletto gengivale si distacca sempre più, formando le così dette sacche gengivali.

kit prevenzione tartaro
kit prevenzione tartaro cane e gatto

Rimedi contro il tartaro nel cane e gatto: come toglierlo e non farlo tornare.

Dopo che è stata effettuata la pulizia dei denti sarà importante avere dei comportamenti utili al fine di non far tornare la placca e il tartaro.

Ricorda una cosa importante: per diventare tartaro, la placca impiega dalle 24 alle 48 ore. Rimuoverla quotidianamente quindi risulta fondamentale.

Se il tartaro si è formato, la spazzolatura non è più sufficiente.

Ecco perché devi imparare tu e insegnare al tuo peloso a pulire i denti tutti i giorni.

La pulizia meccanica quotidiana dei denti: la spazzolatura.

Esistono degli spazzolini appositi sottili e morbidi che puoi utilizzare insieme a dentifrici appositamente studiati per gli animali.

Non utilizzare spazzolini o dentifrici uso umano: il dentifricio per le persone fa troppa schiuma che infastidisce e può spaventare l’animale, inoltre può contenere fluoro, sostanza tossica per i nostri pet.

In alternativa allo spazzolino esiste un comodo ditale con spazzolino incorporato.
Oppure puoi utilizzare una piccola pezza da avvolgere intorno al dito (ma non raggiungerai le parti curve del dente).

Se l’animale però non gradisce tale manovra e non riesci proprio ad abituarlo a farlo, il motivo potrebbe essere che ha male alle gengive per cui, se non l’hai ancora fatto, portalo a far controllare.

In aggiunta alla spazzolatura, puoi cercare di fargli masticare cibi adatti in modo che l’azione venga fatta meccanicamente attraverso la morsicatura.

Il cane infatti adora masticare e mordere e, a seconda della dimensione della “preda” morderà con i denti anteriori, per strappare e prendere, con i denti laterali (denti ferini) per triturare.

Esistono degli alimenti che, somministrati dopo il pasto possono avere una corretta azione meccanica.

Alcune verdure ad esempio: finocchi, zucchine e carote tutte a crudo, possono essere somministrate dopo il pasto per pulire la bocca.
Le fibre contenute e la grande quantità di acqua presente al loro interno, pulisce e alza il ph della bocca dell’animale riportando l’habitat corretto per contrastare la crescita batterica.

Dovrebbero essere somministrate, a seconda della taglia del cane, in dimensione che obblighi l’animale a prendere con i denti anteriori e rompere con i laterali.

Attenzione ovviamente a non eccedere nelle dosi e chiedi sempre un consulto al tuo veterinario o nutrizionista.

Esistono anche degli integratori che hanno capacità di ridurre la carica batterica. A base di alga Ascophyllum nodosum, si è dimostrata efficace nel contrastare la formazione di placca batterica grazie alla capacità di raggiungere le ghiandole salivari attraverso il circolo sanguigno ed agire riducendo anche l’alitosi.

Attenzione ai comportamenti errati!

Nonostante non ci si renda conto di ciò, i nostri animali hanno denti molto forti, ma più delicati di quanto si possa pensare.

Farli giocare con i sassi, ad esempio, è un comportamento sbagliato. Mordere un sasso per prenderlo, danneggia lo smalto del dente rendendolo più debole e potenzialmente intaccabile dalla placca batterica.

Anche le palline da tennis sono ricoperte da materiale abrasivo per il dente e quindi non devono essere utilizzate per il gioco.

Infine fai attenzione allo stress. Questo potrebbe portare, soprattutto a soggetti contenuti in gabbie o recinzioni a morderle danneggiandosi i denti, tanto da arrivare a romperli.
Un motivo in più per non contenere un animale in uno spazio non consono a lui come una gabbia.

Togliere il tartaro in casa: cosa fare e cosa no.

Molto spesso sento proprietari che si cimentano in manovre piuttosto pericolose, cercando di utilizzare raschietti da tartaro. Non farlo, perché rischi di danneggiare in modo grave la superficie del dente.
Inoltre, l’animale si può spaventare facilmente sentendosi toccare con questi attrezzi e potrebbe quindi fare movimenti bruschi, e farsi (e farti) del male.

Esistono anche spazzolini ad ultrasuoni. Questi sono un ottimo metodo per la prevenzione della formazione del tartaro, hanno un costo più importante del normale spazzolino e devono comunque sempre essere utilizzati se il soggetto li tollera.

Infine un’importante considerazione sull’alimentazione come forma di prevenzione per le patologie da accumulo di placca.

Una alimentazione ricca di zuccheri complessi aumenta la formazione di tartaro. Limitarne l’utilizzo è certamente un’ottima forma di prevenzione, insieme alla somministrazione di alimenti che, venendo masticati, svolgono azione meccanica.

Se hai il dubbio che il tuo cane o gatto sia affetto da problemi ai denti, sappi che Febbraio è il mese della prevenzione dentale.

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come prevenire il tartaro nei cani e gatti
come prevenire il tartaro nei cani e gatti: spazzolino e dentifricio dedicati

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Bibliografia
  1. Gioso MA, Shofer F, Barros PS et al. – Mandible and mandibular first molar tooth measurements in dogs; relationship of radiographic height to body weight. J Vet Dent 2001; 18 (2): 65-68
  2. La Parodontite nel cane