Negli ultimi anni, complice la ricerca e una sempre maggior conoscenza della medicina, i nostri cani e gatti vivono sempre più a lungo.
La gioia di averli più con noi deve, però essere accompagnata da una miglior coscienza delle loro necessità.
In questo articolo provo a spiegarti quali siano i bisogni di un cane o gatto anziano.

Avere un cane o gatto anziano: cosa significa?

L’età anziana di un animale non deve essere considerata come una malattia. Piuttosto, la geriatria è una condizione in cui

le modificazioni morfologiche e funzionali secondarie all’invecchiamento, sono causa di una diminuita capacità di risposta allo stress e  di rallentamento dei meccanismi di guarigione.
[cit. Dott.ssa Paola Dall’Ara]

Tra i vari organi, anche il sistema immunitario subisce un calo funzionale per cui potrà essere più vulnerabile alle malattie.

Anche il comportamento può subire modificazioni associate a sindromi da demenza senile del tutto paragonabili a quelle dell’uomo.

Ecco perché, è così importante comprendere come comportarsi di fronte a un animale anziano, quali accortezze mediche sono da predisporre, sotto forma di controlli regolari e a cosa bisogna fare attenzione per riconoscere in tempo segni di malattia.

Ma partiamo dall’inizio e cerchiamo di definire le fasi della vita del cane e gatto e quando possa definirsi anziano o geriatrico.

Quando un cane o gatto è considerato anziano?

Nel 1991, l’ Aaaha (American animal hospital association), ha definito quando un cane o gatto diventi anziano in base alla loro taglia e peso.

Così, secondo la tabella sono considerati anziani i:

  • cani di piccola taglia e gatti, con peso da 0 a 9 kg a partire dagli 11 anni
  • cani di taglia media con peso dai 10 ai 22 Kg a partire dai 10 anni
  • cani di taglia grossa con peso dai 23 ai 40 kg a partire dai 8 anni
  • cani di taglia gigante con più di 40 kg a partire dai 7 anni.

Di seguito una tabella ancora più precisa

tabella inizio dellinvecchiamento del cane e gatto
tabella inizio dell’invecchiamento del cane e gatto in base al peso

E la vecchia corrispondenza: 1 anno di vita del cane uguale a 7 anni di vita dell’uomo? Nulla di più impreciso…

La corrispondenza dell’età con la persona è molto più complessa.

I cani di dimensioni maggiori invecchiano più rapidamente rispetto a soggetti di dimensioni inferiori.
Ad esempio: un cane di 11 anni che pesa oltre i 45 kg, ha un’età pari a 71 anni dell’uomo, contro i 58 anni del cane che ha 11 anni e pesa tra i 7 e i 14 Kg.

Di seguito la tabella in cui si descrive la corrispondenza tra età del cane in base al peso ed età dell’uomo.

tabella età cronologica del cane e delluomo
tabella età cronologica del cane e dell’uomo

 

Per comprendere realmente quali siano le fasi della vita dell’animale e metterle in paragone con quelle dell’uomo, tra il 2010 e il 2012 sono state stabilite delle linee guida che sono state particolarmente importanti, soprattutto per programmare cure preventive personalizzate (piani salute) atte a migliorare la qualità di vita del paziente, in quella determinata fase della sua vita.

Di seguito due tabelle che servono a definire l’età del cane e gatto e definire in che fase si trovi.

fasi di età del gatto
fasi di età del gatto
fasi della vita del cane
fasi della vita del cane

 

Ma torniamo ai nostri vecchietti.

Cosa succede nel cane e gatto anziano?

Abbiamo detto che invecchiamento (senescenza) non significa malattia.
Ma è, comunque, necessario saper distinguere quando è normale un sintomo e quando, invece è segno di problema, cioè diventa parte di una malattia senile (senilità).

Per fare questo è utile ricordare quali siano le fisiologiche (dunque normali) modificazioni che gli organi subiscono con l’età.

  • Minor necessità di alimentarsi: le funzioni metaboliche si riducono, insieme al fabbisogno energetico che diminuisce del 30/40%
  • Tendenza al sovrappeso: è normale un aumento di peso, ecco perché è importante modulare la quantità calorica da somministrare
  • Riduzione della capacità di termoregolazione: i cani e gatti anziani soffrono di più il freddo, ma anche il caldo per cui sono maggiormente soggetti a colpi di calore.
    Con il freddo necessitano di maggiore cura e di essere coperti.
  • Aumento del tempo di smaltimento dei farmaci: l’anestesia (ad esempio) impiega più tempo a essere smaltita.
  • Aumento della percentuale di lipidi corporei: le analisi, quindi i trigliceridi, dovranno tenere in considerazione questo parametro che, se più alto può non essere patologico.
  • Diradamento e secchezza del pelo: il follicolo pilifero tende a diminuire l’attività sia nella quantità di pelo prodotto che nella qualità
  • Disidratazione cutanea: la secchezza della cute con ridotta morbidezza è normale
  • Ridotta funzionalità del fegato: non sarà più in grado di effettuare una normale sintesi delle proteine e assorbirà meno grassi, da qui la necessità di migliorare le fonti proteiche e lipidiche alimentari.
    Questa diminuita capacità si traduce anche nella inferiore possibilità di smaltire sostanze tossiche (antiparassitari, farmaci, sostanze derivate dal metabolismo)
  • Ridotta funzionalità renale: da qui la necessità di monitorare più frequentemente la capacità di filtrazione del rene
  • Apparato respiratorio è meno efficiente: diminuisce la capacità dei polmoni di reagire agli insulti esterni
  • Apparato cardiocircolatorio: il cuore sotto sforzo (come durante una anestesia) può essere meno performante
  • Apparato muscolo scheletrico: i muscoli si atrofizzano, così come le cartilagini articolari vanno incontro a degenerazione; lo scheletro (le ossa) si alleggerisce.
  • Apparato boccale: formazione di tartaro più abbondante
  • Tratto digerente:la muscolatura dell’esofago e stomaco riducono la loro motilità aumentando la possibilità di episodi di rigurgito e vomito.
  • Sistema nervoso: le cellule nervose riducono la capacità visiva e auditiva, oltre alla capacità propiocettiva.

Ho un cane o gatto anziano, cosa devo fare?

Avendo stabilito l’età del tuo peloso e compreso che è entrato nella senescenza, la cosa migliore da fare è approntare con il tuo medico veterinario un piano di prevenzione delle malattie.

cane anziano
cane anziano

Questo serve per effettuare controlli volti a diagnosticare precocemente anomalie cliniche e cambiamenti comportamentali che potranno quindi migliorare la qualità della vita del soggetto e gestire meglio e con maggior risultati la situazione.

Nella fattispecie, almeno una volta all’anno dovrai:

Controlli a parte, ci dovranno essere alcune accortezze nel tuo comportamento nei confronti del tuo peloso. Vediamone alcuni.

Come aiutare un cane o gatto anziano: alimentazione

Dal punto di vista alimentare è fondamentale personalizzare la dieta sia del cane che del gatto, anche in base alle possibili patologie presenti.

Se, ad esempio, si ha un gatto con insufficienza renale cronica (malattia che è molto frequente nei soggetti anziani) è possibile che abbia anche una percezione del gusto differente e che, quindi diventi maggiormente inappetente.
Questa componente sarà determinante anche nella scelta terapeutica che dovrà cercare di limitare tale sintomo.

Allo stesso modo, un cane diabetico (altra patologia frequente nei cani anziani) dovrà essere tenuto monitorato e non potrà essere nutrito con premietti extra, ma alimentato in modo rigoroso e facendo attenzione ai nutrienti.

Sarà, inoltre molto importante, tenere sotto controllo il peso  già in età adulta (quindi prima che diventi anziano), valutandone il livello corretto.

A tal proposito è stato messo in evidenza come, una riduzione del peso corporeo riduca la velocità dell’invecchiamento del paziente

Cane e gatto anziano: quali consigli per la gestione dell’alimento?

Di seguito alcuni consigli e considerazioni:

  • Gli animali anziani, come le persone, hanno una inferiore sensibilità alla sete.
    Per questo motivo sarà importante implementare l’acqua, direttamente nella pappa.
    Se la dieta è composta da cibo commerciale secco, la somministrazione di acqua nella ciotola potrà aumentare la digeribilità, migliorandola.
    Per i gatti l’arricchimento ambientale anche con fontanelle potrebbe risultare utile.
  • Rispetta le abitudini alimentari dell’animale e i suoi gusti.
  • Controlla l’igiene orale, perché potrebbe aver dolore in bocca a causa di denti traballanti o tartaro.
  • Somministra integratori alimentari (su consiglio del tuo medico) come antiossidanti e antifiammatori naturali e migliorativi le funzioni epatiche
  • Attenzione ai cambi di dieta: se prima impiegavi pochi giorni a passare da un cibo ad un altro nell’animale anziano devi impiegare qualche settimana.

Errori frequenti nella dieta dell’animale anziano

Sia nel cane che nel gatto si pensa di far bene a diminuire la quantità di sodio e fosforo, per prevenire patologie renali e cardiache. Questo comportamento non è suffragato da alcuna evidenza scientifica e quindi non è né corretta né necessaria.

Allo stesso modo, si pensa che una riduzione della quantità di proteine possa essere protettiva nei confronti della funzionalità renale. Anche questa è una credenza basata su studi non corretti.
Inoltre, proprio per la maggior quantità di proteine consumate durante l’età avanzata, il fabbisogno di questo macronutriente è doppio e deve essere somministrato sottoforma di proteine di altissima qualità, per la riduzione della capacità di sintesi e lavorazione da parte del fegato.

Cani e gatti anziani e vaccinazioni

Le difese immunitarie dei soggetti in età avanzata sono certamente meno efficaci.  Si definisce:

Immunosenescenza, quel complesso di cambiamenti che, nel soggetto anziano determinano un rimodellamento del sistema immunitario tale per cui il paziente diventa più sensibile a morbilità e mortalità correlate a infezioni.

 

Tale fenomeno è definito dal deterioramento di alcune componenti del meccanismo immunitario che, per contro però, ne potenzia altri.

Il soggetto anziano è più sensibile a malattie autoimmuni, patologie tumorali e sviluppo di infezioni.  Ma esiste anche un’altra componente connessa alla funzionalità del sistema immunitario, nota con il nome di inflammageing.

Secondo questa teoria, il continuo incontro tra antigene e anticorpo (come nel caso di ripetute vaccinazioni annuali non strettamente necessarie) promuove la formazione di sostanze (mediatori) infiammatorie che, potenzialmente, innescano infiammazione nell’età avanzata.

Ecco perché è importante, applicare delle strategie che possano andare contro questi processi e mediatori chimici, per ridurre la possibilità di reazioni di tipo autoimmunitario.

gatto anziano
gatto anziano

Al di là di questo, per quanto concerne le vaccinazioni, sappiamo che le nuove linee guida della WSAVA indicano una minor frequenza di somministrazione nell’arco della vita, proprio per ridurre fenomeni autoimmunitari.

A fronte di controlli effettuati in soggetti correttamente vaccinati da cuccioli o adulti e non regolarmente rivaccinati, i titoli anticorpali contro le malattie prevenibili con i vaccini definiti core, (cioè Cimurro, Epatite e Parvovirosi (CEP) nel cane, Panleucopenia felina (FIP), Calicivirus (FCV) Herpesvirus (FHV-1) nel gatto), di giovani o adulti non differiscono.

I dati di questi studi mettono in evidenza come, soggetti anziani siano in grado di mantenere buoni livelli di anticorpi serici contro le malattie infettive per cui sono stati formulati i vaccini core.

Il loro sistema immunitario dunque non è in grado di reagire in modo adeguato ad agenti che incontra per la prima volta, ma è invece in grado di reagire efficacemente per queste patologie.

 

Disturbi comportamentali dei cani e gatti anziani.

Come abbiamo detto, anche gli animali possono sviluppare delle patologie cerebrali progressive associate a disturbi della capacità cognitiva.

La difficoltà maggiore, in queste situazioni però è riuscire a definire cosa è fisiologico e, quindi, normale perché provocato dall’invecchiamento e cosa, invece è patologia.

Inoltre, è bene ricordare che molte altre malattie sistemiche o del sistema nervoso possono dare alterazioni del comportamento del tutto simili a quelli della disfunzione cognitiva dell’animale anziano e che possono predisporre ad una più veloce degenerazione nervosa.

Accade, ad esempio, nelle malattie cardiache, nelle insufficienze renali o patologie epatiche in cui, un ristagno di sostanze di scarto del metabolismo possono accelerare la comparsa dei sintomi.

Come capire se il cane o gatto anziano ha un comportamento anomalo?

La sindrome della disfunzione cognitiva è del tutto simile alla malattia di Alzheimer dell’uomo ed è legata ad un invecchiamento patologico dell’encefalo.

I sintomi dell’invecchiamento patologico sono molteplici, variano in intensità e gravità di manifestazione a seconda dello stadio in cui si trova la patologia.

Di solito sono progressivi e si possono riassumere in 5 grandi categorie, elencate in base all’insorgenza.

  1. Alterazione delle interazioni con persone e animali: negli stadi più avanzati si possono avere anche episodi di aggressività per la mancanza totale di riconoscimento da parte dell’animale di altri animali o persone di casa.
  2. Disorientamento spaziale e temporale: l’animale si guarda smarrito intorno, rimanendo bloccato dietro ad un angolo o un mobile e fissa nel vuoto.
    Può manifestarsi anche con la minzione in luogo non adeguato perché scambiato per corretto.
    L’incapacità di regolarsi nel tempo si manifesta, di solito nella continua richiesta di cibo o di uscire, nonostante abbia appena mangiato o sia uscito poco prima.
  3. eliminazione inappropriata: forse la più frequente manifestazione, può essere associata sia a malattia metabolica (che provoca aumento della sete e quindi dell’urina) che a incontinenza. 
    Si può manifestare anche in caso di disorientamento (come definito più sopra) oppure non segnala più la necessità di uscire.
  4. modificazioni del ciclo Sonno-Veglia: associato al gruppo successivo, in cui l’animale dorme di più durante il giorno e camminano continuamente senza meta, con vocalizzi durante la notte.
  5. cambiamento dei livelli di attività.

Nel gatto anziano non è infrequente riscontrare iperattività. Se associato a dimagramento, nonostante il micio abbia più fame e sete, è utile fare un controllo anche della tiroide. L’ipertiroidismo potrebbe essere la causa.

Come posso aiutare un cane o gatto anziano?

L’aiuto primario che possiamo dare è la serenità e la vicinanza.

Un animale anziano può spesso trovarsi disorientato e quindi impaurito.

Per questo se si nota:

  • disorientamento
  • esplora l’ambiente come fosse la prima volta che lo vede
  • non rispondenza ai richiami
  • la tendenza ad isolarsi
  • la tendenza a scappare
  • che è iperattivo
  • attaccamento eccessivo
  • ansia da separazione

o altri comportamenti anomali rispetto al normale, si deve portare dal medico veterinario che, attraverso una approfondita visita e con la consulenza anche di un comportamentalista, saprà affrontare il da farsi.

Ho un cane o gatto vecchio: cosa devo fare per i disturbi del comportamento?

Per la salute mentale pare che lo stile di vita sia fondamentale.

Esercizio fisico (compatibilmente con la possibilità dell’animale) e dieta sana.

Mantenere sempre la stessa routine aiuta a rassicurare l’animale. Questa però deve comprendere:

  • attività fisica
  • gioco
  • contatto con altri animali
  • contatto con le persone
  • addestramento con piccoli  esercizi che stimolino la mente, magari a difficoltà crescenti.

Quest’ultimo consiglio è utilissimo per stimolare le funzioni cognitive soprattutto del cane.

Per il gatto l’arricchimento ambientale è fondamentale al fine di consentirgli un corretto sfruttamento dell’ambiente di casa ed esterno.

Bene, anche per oggi è tutto. Goditi le vacanze e ricorda che noi siamo sempre a disposizione. Al prossimo articolo!!

Bibliografia:

Fonte immagini e testi Supplemento La Settimana Veterinaria 27 Febbraio 2019 n 1085. www.pointvet.it

Salute e Alimentazione del cane: bisogni nutrizionali e realtà scientifiche. Prima edizione 2019 – Annalisa Barera, Silvia Bonasegale Camnasio

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