La prostata è una ghiandola sessuale accessoria che produce il liquido seminale, un particolare fluido chiaro e piuttosto denso con la funzione di creare un ambiente ideale per la sopravvivenza degli spermatozoi e favorirne la motilità, il tutto per renderli capaci di fecondare l’ovulo.
È soggetta a diverse patologie che possono creare problemi più o meno gravi all’animale.

I problemi della prostata del cane

Prima di parlare delle malattie della prostata è necessario comprendere la sua anatomia e funzione.
Ha forma ovale e globosa ed è composta da due lobi.
Anatomicamente, la prostata è situata nella regione pelvica.
Con l’avanzare dell’età e con l’aumento della sua dimensione può raggiungere anche l’addome.
Circonda interamente il primo tratto dell’uretra e parte del collo della vescica ed è posizionata (ventralmente) sotto l’intestino retto.
Giusto per comprendere quali siano le sue dimensioni, si calcola che in un cane adulto di circa 10 kg di peso questa abbia la dimensione più o meno di una noce.

prostata nel cane
prostata nel cane

Funzione della prostata e composizione del liquido seminale

Lo sviluppo, la crescita e la funzionalità della prostata dipendono dal testosterone, l’ormone sessuale maschile, tanto che nei soggetti sottoposti a castrazione questa ghiandola regredisce spontaneamente fino ad atrofizzarsi.

Nel cane, prima della pubertà, la prostata non è altro che un piccolo nodulo ma con il raggiungimento della maturità sessuale e l’inizio della secrezione di androgeni da parte dei testicoli si sviluppa rapidamente.

Questo è il momento in cui cambia anche il carattere ed il comportamento del cane il quale inizierà a diventare più territoriale, a volte aggressivo con gli altri maschi, manifesterà interesse per le femmine in calore e, ultimo ma non per importanza, comincerà a marcare il territorio, quindi ad alzare la zampa mentre fa pipì.

Come già detto, l’unico compito della prostata è quello di produrre il liquido seminale.
Questa secrezione fluida è importantissima ai fini della fecondazione e in sua assenza o nel caso di una composizione alterata e non ideale, gli spermatozoi non sarebbero in grado di raggiungere l’ovulo e morirebbero in pochissimo tempo.

Pertanto, senza una prostata correttamente funzionante, non possiamo avere un accoppiamento fertile e quindi la riproduzione.

Il secreto prostatico viene espulso per la maggior parte durante l’eiaculazione, solo una piccolissima quantità può essere espulsa anche durante la normale minzione.

Caratteristiche del liquido prostatico:

  • Ph compreso tra 6.0 e 7.4, la cui funzione è quella di neutralizzare l’ambiente acido presente nella vagina della femmina il quale, altrimenti, potrebbe nuocere agli spermatozoi
  • contiene grandi quantità di fruttosio, uno zucchero essenziale per fornire energia agli spermatozoi e consentire alla loro coda di muoversi velocemente per risalire le vie genitali femminili e raggiungere l’ovulo da fecondare.
  • contiene alcuni elettroliti (in particolare zinco, calcio, sodio, magnesio e potassio), aminoacidi, acido ascorbico, vitamine, acidi grassi, enzimi, prostaglandine, sostanze utili sempre alla sopravvivenza e capacità di penetrazione dell’ovulo.

possiede attività battericida.

Le malattie della prostata del cane

Considera che l’80% dei cani anziani, diciamo al di sopra degli 8-10 anni, presenta problemi di prostata.
Le patologie più frequenti che possono verificarsi a suo carico sono:

  • Ipertrofia prostatica benigna
  • Cisti prostatiche
  • Prostatite (acuta e cronica)
  • Ascessi prostatici
  • Neoplasie prostatiche

La maggior parte delle malattie prostatiche si presentano con sintomi piuttosto generici e comuni a moltissime altre patologie, pertanto non sono sufficienti, da soli, ad emettere una diagnosi.
Il medico veterinario si orienterà all’identificazione del problema eseguendo un’accurata raccolta delle informazioni riportate dal proprietario, una visita clinica approfondita ed esami collaterali (diagnostica per immagini ed analisi di laboratorio).

Ipertrofia Prostatica Benigna del cane (BPH-ingrossamento della prostata)

L’ipertrofia Prostatica Benigna (BPH) è sicuramente la più frequente fra le malattie della prostata ed è riconosciuta come causa predisponente per diversi processi patologici a carico della ghiandola: in poche parole, in moltissimi casi l’Ipertrofia può essere considerata il punto di partenza dal quale si evolvono le altre patologie.

Si tratta di un aumento di volume della ghiandola che interessa principalmente i cani di età compresa tra 5 e 10 anni di vita, stiamo parlando di oltre il 50% dei soggetti, ancor più frequente in quelli di grossa taglia.
Nonostante ciò, anche i più giovani, tra i 2 e i 5 anni possono manifestare questo problema, sebbene la percentuale di soggetti interessati sia notevolmente inferiore.
È un processo parafisiologico piuttosto normale che, nel cane anziano, è influenzata dall’aumento degli ormoni androgeni.

Al contrario, molto spesso la ghiandola prostatica tende a ridursi spontaneamente dopo i 10 anni di vita.

L’aumento di volume dell’organo e il suo ingrossamento crea una spinta verso l’alto, fino a comprimere il retto (quando la prostata si gonfia).

L’ipertrofia prostatica passa molto spesso inosservata poiché in molti casi è asintomatica e viene riscontrata casualmente dal veterinario durante la palpazione rettale.

prostata ingrossata nel cane
prostata ingrossata nel cane (Fonte immagine Doggy Small Talk)

Sintomi dell’iperplasia prostatica nel cane

Nei casi sintomatici, i segni clinici più frequenti sono:

  • Perdita di qualche goccia di sangue dall’uretra indipendentemente dalla minzione
  • Urina con sangue
  • Urina frequente ed in piccole quantità
  • Difficoltà nella minzione
  • Presenza di sangue nell’eiaculato
  • Costipazione
  • Emissione di feci a nastro (leggermente schiacciate)
  • In alcuni casi, malessere generalizzato

Alla palpazione digito-rettale, esattamente come avviene per l’essere umano, il veterinario riscontra l’ ingrossamento simmetrico della ghiandola.
Eseguendo una radiografia o un’ecografia potrà essere confermato l’aumento di volume della prostata.
Attraverso un esame citologico o una biopsia sarà inoltre possibile ottenere ulteriori informazioni utili per una diagnosi definitiva e per differenziare la BPH da altri processi patologici a carico della ghiandola.

Cura e rimedi dell’iperplasia prostatica

Trattandosi di una forma benigna, questo tipo di patologia può essere trattata efficacemente ed in genere i risultati sono buoni, ma sono possibili delle recidive.

Se il soggetto è destinato alla riproduzione e quindi la funzionalità della prostata risulta essere importante, potranno essere somministrati degli antiandrogeni non steroidei (ad es. finasteride), che non interferiscono sull’atto sessuale e sulla fecondazione.

Se, al contrario, la fertilità del cane non è un fattore determinante, poiché non è destinato all’accoppiamento, a scopo terapeutico potranno essere proposti dei farmaci ad azione simil-progestinica (ad es. osaterone acetato), la cui efficacia post terapia si prolunga per alcuni mesi.

La castrazione chimica riduce l’ipertrofia prostatica.

Cos’è la castrazione chimica nel cane?

Questa terapia consiste nella somministrazione di impianti cutanei a lento rilascio (ad es. deslorelina acetato) che riducono la produzione di alcuni ormoni, rendendo non fertile il cane per 6-12 mesi.

Ultima, ma non per importanza, è la castrazione chirurgica, l’unica soluzione definitiva: asportando i testicoli si interrompe la produzione di androgeni e la prostata regredirà spontaneamente nel giro di qualche settimana.

Cisti prostatiche

Le cisti prostatiche sono cavità piene di liquido che possono formarsi all’interno o all’esterno della prostata, spesso come conseguenza di una ipertrofia prostatica non trattata e risolta.

A seconda dei casi può verificarsi la formazione di una o più cisti, la confluenza e la fusione tra loro fino a formare cavità più ampie, oppure possono infettarsi ed evolvere in ascessi prostatici.

Sintomi delle cisti prostatiche

Esattamente come già indicato per l’ipertrofia prostatica, anche le cisti possono essere asintomatiche oppure determinare la comparsa di segni clinici molto simili a quanto descritto in precedenza:

  • Perdite ematiche correlate o meno alla minzione
  • Difficoltà ad urinare
  • Costipazione
  • Presenza di sangue nell’eiaculato

Se le cisti aumentano di volume, la sintomatologia può evolvere ulteriormente dando:

  • Tenesmo (il cane assume la tipica posizione di defecazione senza espellere materiale fecale)
  • Dolore addominale
  • Dolore durante la minzione
  • Depressione
  • Diminuzione dell’appetito

Durante l’esecuzione della palpazione rettale il veterinario percepisce la presenza di una massa asimmetrica e bozzellata.

La diagnosi potrà essere confermata eseguendo delle radiografie, un esame ecografico ed eventualmente una biopsia ecoguidata.

Come si curano le cisti prostatiche

L’asportazione delle cisti può essere effettuata tramite chirurgia tradizionale o mini-invasiva; in alcuni casi può rendersi necessaria la prostatectomia parziale o totale.
Nel caso di una cisti unica è possibile ricorrere al drenaggio ecoguidato.
In presenza di cisti prostatiche è consigliabile eseguire la castrazione chirurgica del cane per evitare recidive.

Infiammazione della prostata o prostatite nel cane

La prostatite è l’infiammazione della prostata che consegue quasi sempre ad un’infezione batterica.

Questa patologia insorge con maggiore frequenza nel cane intero ma può verificarsi anche nel soggetto castrato in quanto origina, il più delle volte, dalla risalita di batteri attraverso le vie urinarie e genitali, potendo comparire ad età estremamente variabili.
Le infezioni batteriche a carico della prostata nel cane intero possono causare problemi nella riproduzione per diverse ragioni:

  • per calo della libido e
  • per difetto nello sviluppo e maturazione degli spermatozoi a causa del rialzo febbrile.

L’aumento di volume della prostata può anche causare compressione sui vasi deferenti e impedire quindi il corretto deflusso degli spermatozoi dall’epididimo all’uretra.

L’infezione prostatica può dar luogo, inoltre, alla diffusione del processo infettivo e infiammatorio agli organi genitali (epididimo e testicolo) con aggravamento della patologia.
I batteri più comunemente isolati in corso di prostatite sono Escherichia coli, Stafilococchi, Streptococchi, Klebsiella ed Enterobacter.

Fattori predisponenti le prostatiti possono essere diverse:

  • Affezioni delle basse vie urinarie, come le le cistiti o l’urolitiasi, soprattutto se ricorrenti
  • calcoli renali
  • abbassamento delle difese immunitarie
  • buona parte delle altre patologie prostatiche.

In funzione del decorso, le prostatiti possono distinguersi in acute e croniche

I sintomi della prostatite acuta

La prostatite acuta è caratterizzata da un’insorgenza improvvisa, sintomi piuttosto evidenti e aumento di volume della ghiandola.
I sintomi sono:

  • Febbre
  • Perdita di appetito
  • Debolezza e letargia
  • Dolore alla palpazione dell’addome
  • Dolore alla palpazione rettale
  • Cifosi (schiena incurvata verso l’alto)
  • Andatura rigida e difficoltosa
  • Vomito
  • Tenesmo
  • Costipazione

Radiograficamente ed ecograficamente la prostata risulta spesso, ma non sempre, aumentata di volume.
Attraverso un esame delle urine o del liquido prostatico è possibile riscontrare l’infezione urinaria grazie alla presenza di globuli bianchi, pus, batteri e, in molti casi, di globuli rossi (ematuria).
Eseguire un antibiogramma sulle urine è sempre consigliato al fine di scegliere la terapia più adeguata.
L’esame emocromocitometrico è in grado di mettere in evidenza i segni di un’infezione grazie all’aumento dei neutrofili.
In molti casi è possibile riscontrare la presenza di cisti o ascessi prostatici.

La prostatite cronica

La forma acuta può evolvere anche in maniera cronica.
Il problema è sempre lo stesso, cioè un’infezione batterica la quale, però, invece di dare sintomi evidenti e importanti decorre in maniera più lenta e prolungata.

La prostatite cronica passa spesso inosservata oppure può essere sottovalutata in quanto il disagio che crea all’animale è ridotto e molte volte viene confusa con una semplice cistite.
Alla visita clinica la ghiandola potrebbe non mostrare particolari alterazioni di forma e consistenza alla palpazione, pertanto per ottenere una diagnosi è ancor più importante eseguire un’ecografia ed un esame batteriologico dell’urina o del liquido prostatico.

In molti casi la forma cronica rappresenta l’evoluzione di quella acuta quando non completamente risolta, magari a causa della scelta di un antibiotico non adatto (ricordi? Avevamo sottolineato l’importanza dell’esame batteriologico e dell’antibiogramma…) oppure per la difficoltà dell’antibiotico stesso di raggiungere adeguatamente ed efficacemente la ghiandola ed eliminare del tutto i batteri responsabili dell’infezione.

I sintomi sono quelli di una cistite, cioè:

  • perdita di gocce di urina (o di liquido prostatico)
  • difficoltà nella minzione
  • tenesmo
  • costipazione
  • possibile orchite o epididimite
  • infertilità (nei soggetti riproduttori)

Come si curano le prostatiti

Trattandosi di una patologia di natura infettiva e infiammatoria, la terapia consiste nella somministrazione di antibiotici, possibilmente a seguito di esame batteriologico e antibiogramma e di antinfiammatori.

Prima dell’interruzione della terapia è buona regola sottoporre nuovamente il cane alla visita clinica e all’esecuzione di un ulteriore esame colturale dell’urina o del liquido prostatico.

È suggerito l’utilizzo di antiandrogeni ed antidolorifici e, se possibile, il ricorso alla castrazione chimica o chirurgica per evitare recidive.

Ascessi prostatici nel cane

Gli ascessi prostatici sono causati dalla formazione di sacche purulente all’interno del parenchima (tessuto) della ghiandola, per lo più conseguenza di altre patologie della prostata, come ad esempio le prostatiti batteriche, le cisti prostatiche o l’ipertrofia prostatica benigna, oppure delle vie urinarie (patologie uretrali, cistiti e molte altre).

Proprio perché rappresentano spesso l’evoluzione di altre patologie, magari in forma cronica e più difficili da debellare, è importante cercare di avere una diagnosi precisa e una cura efficace della malattia primaria.

Gli ascessi prostatici iniziano a manifestarsi sotto forma di piccole sacche contenenti pus che con il tempo tendono a formare cavità ascessuali di maggiori dimensioni.
La prostata aumenta di volume comprimendo il retto, il collo della vescica e in alcuni casi gli ureteri, con conseguenti difficoltà nella defecazione e nella minzione.
La rottura degli ascessi può comportare la disseminazione dei batteri presenti al loro interno con conseguente setticemia.

prostatiti nel cane
prostatiti nel cane

Sintomi degli ascessi prostatici

Inizialmente i sintomi sono:

  • prostrazione
  • sonnolenza
  • tenesmo
  • difficoltà nella minzione
  • sangue nelle urine
  • febbre
  • vomito
  • diarrea
  • perdita dell’appetito
  • disidratazione
  • difficoltà nella deambulazione
  • dolore addominale

Tutti questi sintomi possono aggravarsi in caso di setticemia, arrivando a causare anche la morte del cane.

Alla palpazione il veterinario percepirà una ghiandola di dimensioni alterate, asimmetrica e spesso bozzellata.

La diagnosi può essere confermata attraverso un esame radiografico o ecografico, grazie al quale sarà possibile osservare la presenza delle sacche contenenti il pus.

Le analisi del sangue mostrano aumento dei neutrofili e dei monociti e di alcuni parametri biochimici come la fosfatasi alcalina, la creatinina e le globuline.

Completa l’iter diagnostico l’esame delle urine, grazie al quale è possibile determinare la presenza di pus (piuria), di sangue (ematuria), di globuli bianchi neutrofili e di batteri (batteriuria).

Terapia e cura degli ascessi prostatici

La cura degli ascessi prostatici dipende molto dalle condizioni cliniche del paziente e dallo stato della ghiandola.

La somministrazione di antibiotici è necessaria per contrastare l’infezione, ma in molti casi si rende indispensabile il drenaggio degli ascessi oppure la prostatectomia per l’asportazione degli stessi.
A seconda dei casi è indicato il ricorso alla fluidoterapia, per il ripristino dell’idratazione, agli antiemetici, per ridurre il vomito e limitare la disidratazione, all’alimentazione forzata e agli analgesici

Tumori della prostata

I tumori della prostata nel cane maschio sono meno frequenti rispetto a quanto possiamo osservare normalmente in medicina umana.
Queste patologie possono insorgere sia nel cane intero che in quello castrato, molto più frequenti nei soggetti al di sopra degli 8-10 anni.

La più comune è sicuramente l’adenocarcinoma prostatico, una neoplasia di natura maligna che può dare metastasi ai linfonodi, all’intestino, alla vescica e alle ossa ma che non risparmia neanche gli altri organi.
Tra le diverse malattie neoplastiche descritte, sebbene meno frequenti, ricordiamo soprattutto i carcinomi a cellule indifferenziate e i leiomiosarcomi.
Inoltre, la prostata può essere a sua volta sede di metastasi causate da cellule neoplastiche (e quindi maligne) provenienti da masse tumorali a carico di altri organi.

Sintomi dei tumori prostatici

I sintomi più comuni delle neoplasie prostatiche sono:

  • tenesmo
  • costipazione
  • difficoltà nella minzione
  • sangue nelle urine
  • dolore addominale
  • deficit neurologici agli arti posteriori
  • difficoltà nella deambulazione
  • dimagrimento

Alla palpazione la prostata è solitamente aumentata di volume, asimmetrica, bozzellata e l’animale manifesta dolore.
Radiograficamente ed ecograficamente possono essere rilevate le alterazioni morfologiche della ghiandola.

È importante eseguire ulteriori approfondimenti diagnostici per verificare la presenza o meno di metastasi visibili a carico degli altri organi interni e delle ossa.
L’esame istologico a seguito di prelievo bioptico è fondamentale per la determinazione del tipo di neoplasia.

Come per tutti i tumori, prima di eseguire qualunque tipo di intervento è necessario eseguire una stadiazione accurata, utile anche ai fini della prognosi.

Come si curano le neoplasie prostatiche

Le terapie per le neoplasie prostatiche sono sempre di tipo palliativo.
È possibile ricorrere all’asportazione chirurgica della prostata (prostatectomia) in associazione o meno alle chemioterapie.
Come avrai capito si tratta di tumori maligni, il che significa che si prevede quasi sempre una prognosi infausta con una sopravvivenza del paziente compresa mediamente tra i 4 e i 12 mesi.

Come prevenire i problemi della prostata nel cane

Come al solito la prevenzione è fondamentale ed esistono mezzi efficaci per farla, senza ricorrere alla castrazione che, negli ultimi studi pare non essere più indicata come realmente efficace o almeno dà valutare nei modi e tempi.

La prevenzione più efficace è effettuare controlli regolari come visite dal tuo veterinario in cui sia prevista la palpazione rettale della prostata.
La valutazione di parametri ematici come il cPSE sono indicatori precoci di malattia anche quando la prostata si presenta normale.
Infine, se riscontri disagio o dolore nel tuo animale, soprattutto se anziano oppure osservi anche solo alcuni dei sintomi che ho descritto prima, non aspettare! Portalo subito dal tuo veterinario!

Ricordo infine che le spese di diagnosi e terapia delle malattie della prostata possono essere rimborsate in caso il tuo cane sia già coperto da contratto di copertura malattia e infortunio, da almeno una settimana (per le forme acute) da almeno un mese se è malattia cronica.

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Bibliografia essenziale:

Benvenuti A. “Studio retrospettivo sulle principali patologie prostatiche nel cane”. Tesi di specializzazione in Patologia e Clinica degli Animali d’affezione. Pisa, 2015

Christensen BW, “Canine Prostate Disease”. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice, Volume 48, Issue 4, July 2018, Pages 701-719

Cunto M, Ballotta G. “Le patologie prostatiche nel cane: opzioni terapeutiche”. Veterinaria, Anno 32, n° 2, Aprile 2018

Hornbuckle WE, MacCoy DM, Allan GS, Gunther R. “Prostatic disease in the dog”. Cornell Vet 68:284-305, 1978.

Meyer DJ, Harvey JW. “Medicina di laboratorio veterinaria”. Delfino editore, 2007

Nelson RW, Couto CG. “Medicina interna del cane e del gatto”. Masson, 2002

https://www.animalidacompagnia.it/sindrome-prostatica-nel-cane/

https://www.animalidacompagnia.it/malattie-della-prostata-del-cane-quali-sono/

https://vcahospitals.com/know-your-pet/prostatic-disease-in-dogs

 

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