Il mese scorso, abbiamo parlato di vomito nel cane e di come distinguerlo dal rigurgito. Ti ricordi? (Se non te lo ricordi leggi da qui l’articolo sul vomito del cane).

Oggi parliamo del rigurgito, sintomo che non deve essere sottovalutato nella sua possibile indicazione di malattia.

Rigurgito nel cane: cos’è?

Il rigurgito è l’espulsione di sostanza da parte del cane che avviene in modo improvviso e senza coinvolgimento della muscolatura addominale, come invece avviene nel vomito.

Questa distinzione è molto importante perché è fondamentale che tu dia le corrette indicazioni al tuo medico, non confondendo le due situazioni.

Differenza tra vomito e rigurgito

Il rigurgito lo puoi distinguere dal vomito in quanto l’espulsione passiva di cibo, liquidi o saliva dall’esofago o dallo stomaco non è preceduto da ipersalivazione, conati o contrazioni addominali.

Di solito, è associato a problemi dell’esofago.

Il materiale espulso, può essere di consistenza e aspetto diverse a seconda che derivino dallo stomaco o dall’esofago e potrà essere:

  • cibo indigerito
  • cibo digerito
  • liquido chiaro e/o schiumoso.

Materiale biliare, di colore giallo-verdastro, di solito non è associato al rigurgito ma è sempre proveniente dallo stomaco che vomita.

Cause di rigurgito nel cane e gatto.

Il rigurgito è, di solito associato a problema dell’esofago, una struttura muscolare tubulare, ricoperta al suo interno da mucosa, che sfocia nello stomaco, posto subito sopra alla trachea e adiacente ad essa.

Quando il cibo viene assunto, l’esofago, attraverso dei coordinati movimenti peristaltici (un po’ come quelli dell’intestino) consente al bolo alimentare di scendere e raggiungere lo stomaco.

È una struttura molto estensibile e robusta che, se non funziona in modo corretto, oppure subisce dei restringimenti di tipo meccanico, o neurologico funzionale, può provocare frequenti episodi di rigurgito appunto.

Il rigurgito sarà solo uno (magari il più evidente) segno di malattia esofagea e spesso sarà associato anche ad altre manifestazioni cliniche, che vedremo più avanti nel testo.

esofago del cane rigurgito anatomia
esofago del cane rigurgito anatomia

Le cause di rigurgito sono diverse e possono essere sia congenite e quindi manifestarsi fin dallo svezzamento, che acquisite o anche idiopatiche (cioè a causa-eziologia- sconosciuta)

Tra i disturbi esofagei troviamo:

  • Megaesofago
  • Esofagite
  • Ostruzioni esofagee meccaniche: restringimenti, corpi estranei, neoplasie

Disturbi funzionalità alimentare:

  • Ostruzione pilorica
  • Ernia iatale
  • intussuscezione gastro-esofagea

Disturbi neurologici:

  • alterazioni del SNC
  • neuropatie periferiche
  • disautonomia felina

Disturbi neuromuscolari:

  • miasthenia gravis
  • botulismo
  • tetano
  • intossicazione da anticolinesterasici (organofosforici)

Disturbi infettivi:

  • spirocercosi

Disturbi immunitari:

  • LES
  • polimiosite
  • dermatomiosite

Disturbi endocrini:

  • ipotiroidismo
  • ipoadrenocorticismo

Ovviamente, una così ampia varietà di patologie sarà associata a diverse manifestazioni cliniche: ci saranno cioè sintomi più o meno gravi associati al rigurgito che indicheranno al clinico il percorso diagnostico che sarà necessario per arrivare a comprendere quale sia effettivamente la causa del problema.

I sintomi associati al rigurgito che devono sempre far pensare a un problema sono:

  • fame esagerata (polifagia) nonostante sia presente dimagramento
  • tosse (spesso il rigurgito provoca disfunzione nella deglutizione con conseguente polmonite ab ingetis)
  • difficoltà respiratorie
  • febbre (in corso di polmonite ab ingestis)
  • perdita del tono muscolare
  • stato nutrizionale scadente
  • abbattimento del sensorio.

Il mio cane rigurgita dopo ore che ha mangiato

Questa è una delle condizioni che si possono manifestare con maggior frequenza, insieme ad altro:

  • al contrario rigurgita subito dopo mangiato
  • rigurgito di schiuma bianca
  • rigurgito di cibo indigerito
  • rigurgito dopo aver bevuto acqua.

In linea generale se il rigurgito avviene dopo molte ore, il cibo è digerito in toto o parzialmente, significa che il materiale proviene dallo stomaco.

Se avviene immediatamente dopo l’assunzione del pasto, il contenuto non ha raggiunto lo stomaco e, verosimilmente esiste una ostruzione (meccanica o funzionale) che non consente di raggiungerlo e questo vale sia per i solidi che per i liquidi o schiuma.

In tutte queste situazioni  è sempre bene recarsi dal proprio veterinario perché ci potrebbe essere un problema più o meno grave, soprattutto se è associato ad uno o più sintomi che ti ho descritto sopra.

Vediamo di analizzare brevemente le situazioni che potrebbero essere più frequenti come causa di rigurgito.

Rigurgito da corpo estraneo

Nel caso in cui l’esofago fosse ostruito da un corpo estraneo, una neoformazione (un tumore) ascessi o fistole che insistono sull’esofago, il cibo non riuscirebbe a passare e per questo si avrebbe un rigurgito quasi immediato, dopo l’assunzione del cibo.

Se però l’ostruzione è parziale o minima come nel caso di una neoformazione di piccole dimensioni o di un corpo estraneo che si è incistato al suo interno, potrebbe avvenire anche dopo diverse ore.

I diversi tentativi di deglutire per portare il bolo verso lo stomaco, sono poi seguiti da rigurgito, spesso con aspirazione di cibo e conseguente polmonite ab ingestis.

Tip…

La polmonite ab ingestis è una infiammazione (grave e potenzialmente mortale) del polmone che, reagendo all’inspirazione di materiale non idoneo ad essere respirato, reagisce con una produzione importante di muco. Questo è spesso infetto dai batteri portati all’interno dal materiale inspirato.

La diagnosi in questi casi può essere effettuata attraverso accertamenti strumentali (Rx, endoscopie).
La terapie, dipende dal tipo di ostruzione e potrebbe essere chirurgica come medica o chemioterapica a seconda della condizione.

Rigurgito nel cane causato da megaesofago (e gatto).

Come abbiamo detto l’esofago è un tubo con una muscolatura molto potente.

Questa potrebbe perdere tono e/o degenerare, creando una dilatazione atonica dell’organo.
Ciò significa che il cibo passando, ristagna perché la funzionalità della muscolatura non è più presente.

Il disturbo può essere sia congenito che acquisito.

La forma congenita è stata identificata per certa nelle razze Fox terrier a pelo duro e Schnauzer nano, mentre diverse sono le razze che risultano maggiormente predisposte, senza però che sia stato identificato un gene responsabile della trasmissione.

Queste sono:

  • Setter irlandese
  • Alano
  • Pastore tedesco
  • Labrador retriver
  • Terranova
  • Shar pei

Nel gatto il disturbo è più raro ed è il Siamese è la razza con predisposizione familiare più accentuata nella forma idiopatica, mentre è l’Abissino dove si è riscontrato il megaesofago da Myastenia gravis.

Il megaesofago acquisito (cioè la forma che non si presenta fin dalla nascita) può svilupparsi in conseguenza ad altre forme patologiche primarie: infiammazioni della parte muscolare dell’esofago o forme neurologiche che non consentono la funzionalità peristaltica e di tono muscolare dell’organo.
Tra queste troviamo:

  • myasthenia gravis
  • miosite o miopatia
  • esofagite
  • insufficienza surrenalica
  • avvelenamento da piombo
  • cimurro
  • patologie del tronco encefalico o disautonomia.

Spesso non esiste una causa nota e la condizione viene definita megaesofago idiopatico.

Sintomi di megaesofago nel cane e gatto

Nelle forme congenite il cucciolo subito dopo lo svezzamento, cioè quando la somministrazione di cibo passa da liquido a solido inizia ad avere rigurgiti frequenti e crescita stentata.
La polmonite ab ingestis si presenta quasi subito con impossibilità di compatibilità con la vita se non viene riconosciuto il problema.

La terapia di supporto alla polmonite e accortezze particolari nella somministrazione del cibo (in posizione verticale e semiliquida) possono aiutare e spesso, la malattia con la crescita si riduce e si riesce ad avere una remissione dei sintomi.

Per le forme acquisite i sintomi sono associati all’impossibilità di far arrivare il cibo nello stomaco che, ristagnando nell’esofago viene rigurgitato.

La complicanza della polmonite è molto frequente.

Il segno clinico principale è il rigurgito la cui comparsa è tanto più vicina all’ingestione di cibo quanto più è solido l’alimento ingerito. Altri sintomi sono:

  • dimagrimento
  • disidratazione
  • aumento dell’appetito
  • abbattimento
  • tosse
  • rigonfiamento della porzione cervicale (anteriore) dell’esofago
  • aumento del contenuto gassoso per fermentazione del materiale alimentare
  • alitosi
  • eruttazione.

La diagnosi è raggiungibile tramite esami strumentali quali Rx con e senza contrasto.

Terapia del cane con megaesofago

La terapia deve essere di supporto alle eventuali complicanze polmonari e valutate anche in base alla causa.
Ovviamente in caso di corpi estranei saranno da identificare e rimuovere.

Fondamentale risulterà il supporto alimentare.
Il cibo dovrà essere somministrato in forma liquida o il più possibile morbida, (ma da valutare da caso a caso anche in base alla tolleranza soggettiva) in piccole porzioni e in posizione verticale, poggiando la ciotola su una scala e facendo rimanere il cane con le zampe anteriori sollevate anche dopo la somministrazione per facilitare l’arrivo del cibo allo stomaco.

megaesofago rialzo rigurgito nel cane
Megaesofago rialzo rigurgito nel cane Fonte Immagine

Rigurgito nel cane: e se fosse un problema allo stomaco?

Bisogna però fare attenzione perché, non solo le patologie dell’esofago potrebbero essere responsabili di rigurgito frequente.

Anche lo stomaco, infatti, potrebbe essere responsabile di questo sintomo almeno indirettamente.
È infatti il caso del vomito cronico.
Se un cane o gatto sono affetti da vomito cronico questo potrebbe portare ad una infiammazione dell’esofago che, attraversato di continuo dai succhi gastrici viene irritato nella sua parte mucosa portando ad uno squilibrio (l’esofagite).

Rigurgito e esofagite: infiammazione dell’esofago.

L’esofagite è una infiammazione della mucosa dell’esofago che può arrivare a penetrare anche gli strati più profondi della muscolatura.

Il sintomo principale sia nel cane che nel gatto è proprio il rigurgito e, se l’affezione si protrae diventando cronica può essere accompagnato da:

  • ipersalivazione
  • disfagia (difficoltà nella deglutizione e corretta direzione del bolo che potrebbe andare nella trachea invece che nello stomaco)
  • dolore alla deglutizione
  • totale inappetenza e rifiuto del cibo.

Se la situazione si protrae sarà inevitabile anche un decadimento delle condizioni generali, tono muscolare, perdita di peso ecc. ecc.

Le cause possono essere diverse, da ricercarsi quasi sempre, però in gastriti croniche, accompagnate da vomito ricorrente o reflusso gastrico.

Tra queste anche il reflusso gastroesofageo può essere una causa.
Sottovalutata come condizione nel cane e gatto, rispetto a quella presente nell’uomo, è invece condizione che si può presentare.

Rigurgito e reflusso gastroesofageo nel cane e gatto.

Il reflusso gastroesofageo è un disordine dello sfintere gastroesofageo (la parte muscolare che restringe e limita l’imbocco dello stomaco con l’esofago).

L’anomalia consiste nel movimento dei fluidi gastrointestinali o delle ingesta dallo stomaco verso l’esofago.

Le cause più frequenti sono:

  • vomito cronico
  • disordini dello svuotamento gastrico
  • ernia iatale.

In condizioni di salute, l’organismo riesce a limitare l’acidità a livello della base dell’esofago (vicino allo stomaco), grazie al movimento peristaltico che allontana i liquidi acidi velocemente e grazie alla saliva che, basifica l’ambiente.

Quando questo meccanismo non è efficace, si instaura l’infiammazione dell’esofago (esofagite) più o meno grave a seconda della frequenza del reflusso.

La sintomatologia è, quindi quella più sopra descritta e sarà più o meno grave a seconda del tempo di esposizione della mucosa esofagea agli acidi.

 

reflusso gastroesofageo rigurgito cane
reflusso gastroesofageo rigurgito  Fonte immagine

Nelle forme più lievi, si osservano episodi occasionali di rigurgito nelle prime ore del mattino.
In questi animali la condizione dipende probabilmente dal rilassamento transitorio dello sfintere gastroesofageo
durante il sonno.

La diagnosi può essere complicata in quanto necessiterebbe di valutare li valori pressori dello sfintere gastroesofageo e la misurazione del Ph all’interno del lume esofageo nelle 24 ore.

In alternativa è l’endoscopia che può mettere in evidenza l’infiammazione conseguente.

La terapia è soprattutto dietetica, con somministrazione di pasti a scarso contenuto di grassi, evitando di darli in tarda serata, per limitare l’abbassamento della pressione sullo sfintere gastroesofageo durante il sonno.

Altre misure terapeutiche sono soprattutto quelle di inibire l’acidità gastrica, e somministrazione di barriere per la mucosa esofagea.

Ernia Iatale e rigurgito nel cane e gatto.

ernia iatale rigurgito nel cane e gatto
Ernia Iatale rigurgito nel cane e gatto Fonte

Un altro problema più o meno diffuso nel cane e gatto è l’ernia iatale.

Questa è una malformazione congenita ( razze predisposte sono Shar-pei cinese, Bulldog inglese e Chowchow) ma può anche essere acquisita.
In questo caso pare che la condizione sia favorita dall’aumento della pressione intraddominale in caso di  vomito cronico.
Il rigurgito è il segno clinico più importante osservato sia nei cani che nei gatti.

Il trattamento consiste (quando non sia necessaria la ricostruzione chirurgica) nella riduzione dell’acidità gastrica.

In conclusione, se il tuo cane ha frequenti episodi di vomito la causa è da indagare al più presto affinché non si instauri anche un problema esofageo.

La miglior prevenzione per evitare di avere problemi di questo genere è quella di somministrare cibi di alta qualità e fare controlli regolari per essere sicuri di non incontrare problemi anche banali, come i vermi intestinali o i parassiti esterni i quali, oltre ad essere particolarmente fastidiosi possono provocare anche stress con ulteriore aggravio di problemi a carico dell’apparato gastroenterico.

Infine se vuoi essere tranquillo di poter affrontare le spese mediche in caso di problemi, nonostante la prevenzione fatta, ti consiglio di valutare un servizio che ti rimborsi le spese di malattia e infortunio.

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Bibliografia
  • DIAGNOSI E TRATTAMENTO DEI DISORDINI DELLA MOTILITÀ GASTROENTERICA NEL CANE E NEL GATTO ROBERT J. WASHABAU, VMD, PhD University of Pennsylvania JEAN A. HALL, DVM, PhD Oregon State University
  • Corso di Clinica Medica, Terapia e Radiologia prof. Alessandro ZOTTI: Rigurgito e vomito.
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