Le malattie geneticamente trasmissibili sono molte. Oggi voglio parlarvi dei test del DNA, strumenti preziosi per il proprietario e per l’allevatore scrupoloso.

Cos’è il test del DNA o test genetico

Un test genetico è un esame del DNA, eseguito analizzando un campione di saliva o sangue che ricerca la presenza di specifiche varianti nei geni responsabili dello stato di salute del tuo cane.

Il test non è funzionale a una diagnosi né a una prognosi della malattia, ma ha l’obiettivo di individuare dei fattori di predisposizione.

Oggi sono presenti diversi test per l’identificazione delle malattie ereditarie nel cane e del gatto.
Le tecniche di diagnosi basate sul DNA permettono di distinguere in modo preciso i soggetti malati portatori delle patologie monogeniche d’interesse.

Questi test possono mettere in evidenza anche patologie ad insorgenza tardiva, cioè che si manifestano in età adulta o a penetranza incompleta, cioè che si manifestano solo in una parte dei soggetti con il genotipo difettoso.

Con l’analisi del DNA è possibile l’identificazione precoce alla nascita del soggetto sano, malato o portatore.

Assieme alla valutazione della familiarità, questi esami sono parte integrante del programma di prevenzione di questo tipo di malattie che ogni allevatore dovrebbe effettuare e ogni proprietario pretendere o svolgere in autonomia.
Con i piani salute, invece, il proprietario è in grado di porre in atto tutte quelle procedure preventive di controllo e diagnosi precoce, che hanno lo scopo di evitare che il proprio animale possa ammalarsi o di identificare la patologia ancor prima che questa si sia manifestata.

Ma prima di proseguire è bene fare un po’ di chiarezza su cosa significhi malattia genetica, congenita ed ereditaria.

Malattia genetica: cosa significa

Una malattia genetica è una condizione in cui frammenti di DNA (i geni) oppure di cromosomi non sono conformi perché mutati.

Per capirci meglio.

I geni sono dei frammenti di DNA, quella struttura interna ad ogni cellula che determina la sua vita e il modo di sintetizzare le proteine.
Ogni specie possiede lo stesso numero di geni che determinano le caratteristiche fisiche (e anche comportamentali) del soggetto.

I cromosomi, invece sono lunghe catene di DNA che, quindi contengono migliaia di geni.
I cani posseggono 78 cromosomi (contro i 38 del gatto) tutti uguali, tranne quelli che determinano il sesso, che sono differenti (a forma di XY per il maschio e XX per la femmina).

Quando una parte di queste strutture subisce una mutazione si manifesta una malattia.

La malattia genetica può essere ereditaria oppure non esserlo, in quanto la mutazione potrebbe avvenire anche dopo la nascita, durante la fase embrionale del soggetto e/ lungo la sua vita per cause come:

  • assunzione di farmaci
  • sostanze contaminanti
  • radiazioni
  • inquinamento

che, nell’insieme vengono definite cause epigenetiche.

Le malattie genetiche si distinguono in:

  • monogeniche
  • poligeniche
  • multifattoriali

a seconda che la mutazione sia presente su un gene soltanto, più geni oppure che, insieme alla possibile malformazione siano presenti altri fattori esterni alla genetica che possono influire sulla sua insorgenza.

Esempi di malattia genetica monogenica è la sensibilità all’Ivermectina, dovuta alla mutazione del gene MDR1.

Malattia ereditaria: cosa significa?

Una malattia ereditaria è una malattia genetica che può essere trasmessa ai figli, perché la mutazione è presente nei gameti (cioè negli ovuli e/o negli spermatozoi).

Questo significa che, una qualsiasi mutazione che non abbia colpito cellule presenti nei gameti, non può essere trasmessa alla prole.

Le malattie ereditarie sono l’epidermiolisi bollosa o la Mielopatia Degenerativa.

Malattia congenita: cosa significa?

Una malattia congenita è una malattia presente fin dalla nascita del soggetto.

Predisposizione genetica e familiarità

Per familiarità invece, si intende una malattia che si è manifestata più volte nella storia familiare del soggetto.
Quindi la predisposizione familiare è la suscettibilità del soggetto ad una determinata patologia.

L’analisi della predisposizione genetica si basa sulle informazioni ricavabili dalla costituzione genetica di un individuo, al fine di fornire la stima del rischio di sviluppare una determinata patologia durante il corso della vita.

Come avviene la trasmissione della mutazione?

Ogni coppia di cromosomi, contiene lo stesso numero di geni, ma non necessariamente di alleli.

Gli alleli sono le sequenze con con cui i geni si alternano lungo la catena cromosomica.

La combinazione dei due alleli (nella coppia di cromosomi) determina la possibilità o meno di trasmettere il carattere.

Abbiamo così un  allele dominante, quando si manifesterà a prescindere da ciò che accade sull’altro cromosoma ed uno recessivo che non può esprimersi a meno che non sia presente anche sull’altro cromosoma.

Ogni coppia di cromosomi è formata da un cromosoma ricevuto dal padre ed uno ricevuto dalla madre.

Ecco che quindi possiamo arrivare a definire il concetto di individuo sano, portatore, malato.

Si definisce portatore sano di una malattia genetica, un individuo sano ma portatore di una malattia genetica il cui carattere è recessivo.

Nonostante sia sano, il soggetto potrebbe trasmettere la malattia ai figli i quali potranno essere sani, malati o portatori a seconda che il secondo genitore sia malato o portatore sano.

È attraverso le leggi di Mendel che si può stabilire la probabilità con cui i genitori possono distribuire la malattia ai figli

Dalla combinazione delle possibili condizioni di genitori sani, malati e portatori sani in caso di trasmissione autosomica recessiva si potranno avere figli come da tabella sotto.

ACCOPPIAMENTI CONSIGLIATI NELLE FORME AUTOSOMICHE RECESSIVE
ACCOPPIAMENTI CONSIGLIATI NELLE FORME AUTOSOMICHE RECESSIVE

Se nessuno dei genitori ha un allele mutato, non c’è ovviamente alcuna trasmissione autosomica recessiva ed i figli saranno tutti sani e NON portatori dell’allele mutato.

In caso di trasmissione dominante invece

ACCOPPIAMENTI CONSIGLIATI NELLE FORME AUTOSOMICHE DOMINANTI
ACCOPPIAMENTI CONSIGLIATI NELLE FORME AUTOSOMICHE DOMINANTI

Test Dna nel cane per il pedigree

Da quanto detto, si può già capire quale sia l’importanza della ricerca nell’ambito della medicina biomolecolare, ma ancor di più sulla possibilità di mappare il DNA di tutti i soggetti, ad esempio, presenti all’interno dell’anagrafe canina ENCI, unico ente abilitato alla produzione del Pedigree riconosciuto per legge.

Mappare un genoma significa localizzare tutti i geni sui cromosomi prima di determinarne la funzione. Ma per capirne la difficoltà diamo qualche numero.

  • Le cellule di un organismo animale sono all’incirca 1000 miliardi
  • dentro ognuna di esse è presente il medesimo DNA, con una lunghezza di circa un paio di metri
  • nel DNA genomico sono contenuti circa 30.000 geni che presiedono al codice della vita di ciascun individuo.

L’applicazione principale dei test è quella di sviluppare delle analisi volte alla diagnosi per le principali malattie ereditarie o per identificare i geni responsabili per determinate caratteristiche fenotipiche (colore del mantello, occhi, lunghezza del manto ecc.)

Da dove partire quindi?

Sembrerà banale, ma già il fatto di sapere per certo che il padre e la madre siano davvero quelli dichiarati nel Pedigree è un punto di partenza.

Pensa che l’Enci, dal 1997 fino a metà del 2003 ha richiesto l’analisi di 4119 cani.
Si sono sottoposti a controllo solo 714 soggetti.

di questi, il 7.5% dei cani non corrispondeva al padre dichiarato nel documento ufficiale.

L’identificazione del soggetto e il controllo della parentela tramite analisi del DNA non hanno alcun potere di individuare patologie genetiche di natura ereditaria o morfologiche e comportamentali, ma aiuta a costituire una banca dati utile per studiare le popolazioni canine e la trasmissione delle patologie genetiche certificando l’identità del soggetto.
Inoltre, l’identificazione dei soggetti del proprio allevamento e la certificazione di parentela costituiscono un valore aggiunto dal punto di vista genetico e commerciale dei soggetti prodotti

Una volta stabilita la reale maternità e paternità si potrà poi valutare l’eventuale corredo patologico.

Quali test per le malattie genetiche sono disponibili ?

Le malattie ereditarie per le quali attualmente è possibile effettuare il controllo del DNA sono soprattutto:

  • oculopatie
  • neuropatie
  • malattie metaboliche
  • cardiomiopatie
  • nefropatie
  • dermopatie.

I test attuali riguardano soprattutto malattie ereditarie a trasmissione autosomica dominante o recessiva in cui è solo uno il gene responsabile, mentre per le forme a eredità più complessa, le malattie definite polifattoriali, come la displasia dell’anca, non esistono per ora diagnosi genetiche efficaci e certe.

In particolare abbiamo per il cane:

  • Epidermolisi Bollosa Giunzionale-JEB
  • Cistinuria
  • Atrofia Progressiva della Retina-PRA
  • Mielopatia Degenerativa-MD
  • Collie Eye Anomaly-CEA

Mentre nel gatto:

  • Malattia Policistica Renale-PKD
  • Cardiomiopatia Ipertrofica-HCM

I test del DNA dovrebbero essere considerati molto importanti per gli allevatori.

Essi, infatti, consentono di gestire la malattia in allevamento con strategie da un lato volte a favorire, gli accoppiamenti tra sani o tra sani e portatori.
In questo modo si potrà eliminare progressivamente i soggetti malati e portatori senza ridurre la variabilità genetica della razza. Per le malattie a trasmissione autosomiche dominante, orienta obbligatoriamente o molto preferenzialmente verso l’accoppiamento tra soggetti sani.

L’allevatore deve, inoltre, tenere presente che, se per selezionare un certo fenotipo ricorre ad un numero estremamente ridotto di riproduttori di partenza, può da una parte standardizzare il carattere estetico ricercato, ma dall’altra determinare una grave riduzione della variabilità genetica all’interno della razza.
Ne consegue un aumento della frequenza di patologie.
Oggi, infatti, sono numerose le malattie riscontrate con maggior frequenza in alcune razze rispetto ad altre.

Nei prossimi articoli affronteremo le malattie, razza per razza, partendo dal Golden e Labrador.

Presso la nostra struttura è possibile effettuare molti test genetici grazie alla collaborazione con laboratori di analisi certificati.
Per maggio info puoi contattarci.

Bibliografia:

Differenza tra portatore sano e malato

Il controllo genetico della parentela del cane con analisi del DNA. Michele Polli, Loredana Holzer, Stefano Marelli, Luigi Guidobono Cavalchini – Università degli Studi di Milano – Istituto di Zootecnica – Facoltà di Medicina Veterinaria Via Celoria 10 – 20133 MILANO

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