Il cane può essere infestato da diverse specie di elminti intestinali, quelli che comunemente chiamiamo vermi.

In questo articolo ti farò una panoramica su quali siano i vermi più frequenti che possono infestare il tuo cane, come li contrae e come si manifesta la loro presenza.

Vermi intestinali nel cane

Non esiste una sola specie di verme intestinale, ma numerose con modalità di trasmissione, ciclo biologico e potere patogeno differente e li tratteremo dunque separatamente.

Ma prima,  mi preme sottolineare e chiarire, che non è sufficiente osservare le feci del proprio cane per capire se abbia i vermi o meno.

La maggior parte dei vermi adulti infatti, vive nell’intestino, mentre nelle feci sono presenti solamente le loro uova, talmente piccole da essere visibili esclusivamente al microscopio.

Di conseguenza, se vediamo dei vermi nelle feci possiamo affermare che il nostro cane è infestato mentre, al contrario, se non li vediamo non vuol dire che non lo sia.

Nel cane esistono tre classi di vermi intestinali:

  • Nematodi, i cosiddetti vermi tondi
  • Cestodi, i vermi a nastro
  • Trematodi, i vermi a forma di foglia

All’interno di queste tre grandi classi esistono numerose specie di elminti parassiti, alcune delle quali più importanti di altre per quel che riguarda la diffusione e la frequenza.

Vermi tondi del cane: i Nematodi

Gli ascaridi

Tra i Nematodi, gli ascaridi sono sicuramente i vermi più diffusi e frequenti, molto importanti soprattutto nei cuccioli perché quasi sempre infestati.

Sono vermi dal corpo allungato e dalla sezione cilindrica e per questo definiti vermi tondi che assomigliano a degli spaghetti biancastri e possono raggiungere la lunghezza di 15 cm.

Sono Toxocara canis, il più comune e specifico del cane, e Toxascaris leonina, in grado di infestare anche il gatto.

Contrariamente a quanto si pensi, osservare i vermi adulti nelle feci non è così scontato in quanto questi parassiti vivono all’interno dell’intestino tenue e li rimangono, ma disperdono nell’ambiente le loro uova attraverso le deiezioni.

Come si trasmettono gli ascaridi

Un cane infestato, sia esso un cucciolo od un adulto, rilascia attraverso le feci migliaia di uova di ascaridi.

Queste uova, dalla forma rotonda, al momento dell’emissione non sono infestanti ma devono rimanere nell’ambiente per circa tre settimane, in modo che al loro interno di sviluppi la larva del verme.

Si tratta, pertanto, di un ciclo biologico indiretto, un adattamento evolutivo comune a molti parassiti i quali hanno bisogno, per il loro sviluppo, di maturare per un certo tempo lontano dall’organismo ospite.

Qualora un cane, magari durante la passeggiata al parco, mangiasse le feci di un soggetto infestato contenenti le uova larvate oppure l’erba contaminata, si infesterebbe a sua volta.

Anche il cibo può venire contaminato dalle uova del parassita, come accade per esempio nel caso di utilizzo di ciotole sporche di residui di feci.

Questa modalità di trasmissione, detta oro-fecale, è comune ad entrambe le specie di ascaridi, sia T. canis che T. leonina.

Toxocara canis, inoltre, è in grado di parassitare i cuccioli anche attraverso un sistema ancor più ingegnoso e pericoloso, ovvero per passaggio diretto dalla madre ai cagnolini sia durante l’ultima fase della gestazione che attraverso il latte materno.

Ma perché accade ciò? Perché questo nematode, che normalmente vive nell’intestino, è in grado di annidarsi anche all’interno di alcuni organi e tessuti dell’animale.

In questa sede, il parassita rimane in uno stato quiescente nonostante siano stati eseguiti i trattamenti antiparassitari, per riattivarsi al momento di infestare le nuove generazioni di cuccioli.

L’ultima modalità di trasmissione è rappresentata dall’ingestione, da parte del cane, dei cosiddetti ospiti paratenici, ovvero piccoli mammiferi, volatili o rettili che veicolano il parassita all’interno del proprio corpo.

uovo di Toxocara canis osservato al microscopio
uovo di Toxocara canis osservato al microscopio

I sintomi causati dagli ascaridi nel cucciolo e nell’adulto

Gli ascaridi possono causare una vasta gamma di segni clinici:

  • Dimagrimento
  • Diarrea
  • Gonfiore addominale
  • Debolezza

Nei cuccioli, inoltre, la presenza massiccia di ascaridi può determinare una sorta di sovraffollamento ed i vermi possono passare dall’intestino allo stomaco, dando luogo ad episodi di vomito al cui interno sono visibili i nematodi adulti.

Un cucciolo infestato può anche andare incontro ad una crescita stentata e manifestare, oltre ai sintomi gastro-enterici, difficoltà respiratoria, tosse e fuoriuscita dal naso di muco schiumoso.

Quando le infestazioni sono davvero gravi e il cagnolino non viene condotto a visita e sottoposto ai trattamenti antiparassitari, si può arrivare anche al decesso dell’animale.

I tricuridi

I tricuridi sono un’altra famiglia di nematodi, quindi sempre vermi tondi, dei quali il più importante per il cane è Trichuris vulpis.

A differenza degli ascaridi, gli adulti di T. vulpis non vivono nell’intestino tenue ma nell’intestino crasso.

Questo parassita, nella sua forma adulta, presenta un corpo cilindrico ed allungato che si assottiglia nella parte posteriore, caratteristica che gli è valsa il nomignolo di verme a frusta.

Come nel caso degli ascaridi, anche i trichuridi non sono normalmente visibili nelle feci in quanto gli adulti, pur essendo lunghi fino oltre 7 cm, rimangono all’interno dell’intestino e rilasciano le loro uova, microscopiche e dalla caratteristica forma a limone, con le feci.

Come si trasmette Trichuris vulpis

Anche T. vulpis presenta un ciclo biologico indiretto, pertanto le uova devono prima maturare nell’ambiente esterno per un lungo periodo (da 1 a 2 mesi) per dar modo alla larva di svilupparsi al loro interno.

Una volta divenute infestanti, affinché avvenga la trasmissione ad un nuovo ospite questo deve ingerire le feci di un cane parassitato oppure erba od alimenti contaminati da residui fecali contenenti le uova larvate.

All’interno dell’intestino, dalle uova fuoriescono le larve che mutano fino a diventare vermi adulti.

I sintomi causati dalle infestazioni da Trichuris vulpis

Nella maggior parte dei casi, le infestazioni da T. vulpis sono asintomatiche, ciò significa che non danno sintomi particolarmente evidenti.

Pertanto è di solito il veterinario ad accorgersi della presenza del parassita durante l’esame delle feci di routine.

In presenza di infestazioni massive, i numerosi parassiti possono arrivare a causare un’importante infiammazione della mucosa, che può dar luogo a fenomeni di diarrea, disidratazione e dimagrimento.

Gli anchilostomi

Gli anchilostomi sono un’altra famiglia di vermi tondi parassiti dell’apparato digerente del cane, appartenenti alla superfamiglia degli strongili.

Tra le diverse specie di anchilostomi, uno in particolare spicca in quanto a importanza e diffusione nei nostri cani.

Ancylostoma caninum

Il nematode adulto vive nell’intestino tenue del cane, ha un corpo di colore rosso o grigio e può raggiungere la lunghezza di 15-20 mm.

Alla pari di tutti gli altri vermi tondi, anche A. caninum non è normalmente visibile nelle feci poiché vive saldamente adeso alla mucosa intestinale.

Come si trasmette Ancylostoma caninum

I parassiti adulti rilasciano le loro uova nelle feci e raggiungono in questo modo il mondo esterno.

Sono necessari alcuni giorni affinché dall’uovo sviluppi la larva, che infesterà il cane o per ingestione oppure penetrando attraverso la cute.

Nei cuccioli la trasmissione può avvenire anche per mezzo del latte materno dopo la nascita.

I sintomi causati dalle infestazioni da Ancylostoma caninum

Le infestazioni da Ancylostoma caninum possono essere anche molto gravi e dare sintomi imponenti.

Tra i principali segni clinici che si possono osservare nelle infestazioni acute segnaliamo:

  • Dimagrimento
  • Inappetenza
  • Anemia
  • Depressione
  • Difficoltà respiratoria
  • Diarrea mucosa od emorragica
  • Lesioni cutanee
  • Pelo opaco
  • Edemi sottocutanei
  • Versamenti in torace ed addome

Nei cuccioli, in particolare, le infestazioni massicce possono anche causarne la morte in tempi brevi.

Adulto di Toxocara canis
Adulto di Toxocara canis

Vermi a nastro del cane: i cestodi o tenie

I cestodi, meglio conosciuti come tenie, sono un’altra classe di vermi parassiti del cane.

La loro forma particolare, caratterizzata da un corpo appiattito ed allungato, gli è valso il nome comune di vermi a nastro.

La morfologia generale dei cestodi prevede una porzione anteriore, denominata scolice, dotata di numerosi uncini che consentono al verme di ancorarsi saldamente alla mucosa intestinale, seguita da una numerosa serie di segmenti chiamati proglottidi.

All’interno di ogni proglottide sono presenti moltissime oncosfere, cioè le uova del parassita.

Dipylidium caninum

Delle molte specie di cestodi parassiti, Dipylidium caninum è sicuramente la più frequente, quella che più facilmente potrai trovare nel tuo cane.

Tra tutte le tenie esistenti, D. caninum è la più corta, nonostante ciò può raggiungere la ragguardevole lunghezza di circa 50 cm.

Sulle feci del mio cane ho trovato dei chicchi di riso

Fino adesso abbiamo parlato di vermi che difficilmente riuscirai ad osservare nelle feci del cane.

Il Dipylidium caninum è invece particolare in quanto le proglottidi, lunghe circa 2 o 3 mm e contenenti le oncosfere, si staccano naturalmente dal corpo del verme e vengono rilasciate nell’ambiente proprio con le feci.

Le proglottidi sono facilmente visibili, hanno un colore biancastro ed assomigliano a dei chicchi di riso, pertanto se osservi questi strani corpuscoli dopo che il tuo cane ha fatto i bisogni, quasi sicuramente stai guardando alcuni pezzi di questo parassita.

Come si trasmette Dipylidium caninum

Ti stupirai nel sapere che, se anche il tuo cane mangiasse le feci contaminate dalle proglottidi e dalle oncosfere del parassita, non verrebbe parassitato.

A trasmettere questo agente patogeno è invece la pulce, all’interno del corpo della quale è presente il cisticercoide, cioè lo stadio larvale della tenia.

Come si infesta dunque l’animale?
È semplice, ingerendo la pulce, e questo può tranquillamente avvenire durante l’infestazione, in quanto i cani, nel tentativo di liberarsi dal prurito, mordono e leccano il pelo assumendo la pulce.

Quindi, ogni qual volta un cane prende le pulci, dobbiamo considerare che potrebbe aver contratto anche la tenia.

I sintomi causati dalle infestazioni da Dipylidium caninum

Un cane infestato da questo particolare parassita il più delle volte non presenta segni clinici.

Nelle infestazioni importanti può manifestarsi dimagrimento o ritardo nell’accrescimento ed è spesso presente un certo prurito perianale, che spinge il cane a grattarsi il sedere trascinando il posteriore sul pavimento.

Il segno clinico più evidente è proprio l’osservazione dei chicchi di riso sulle feci e se guardi bene noterai anche che si muovono, accorciandosi ed allungandosi.

Come si diagnosticano i vermi intestinali del cane

Per verificare la presenza di elminti intestinali è necessario far eseguire ad un veterinario l’esame coprologico.

Egli esaminerà una piccola quantità di feci, facendo attenzione che queste siano fresche e non si siano mischiate con terra o altro materiale presente al suolo e provvederà non solo a determinare la presenza di vermi, di solito delle loro uova, ma anche ad identificarne la classe di appartenenza.

Questo dato è molto utile per stabilire quale terapia antielmintica prescrivere, che dovrà essere la più mirata possibile.

E’ importante sottolineare che le aree in cui è più facile contrarre la maggior parte delle parassitosi dell’apparato gastro-enterico sono quelle ad elevata frequentazione di cani di proprietà, alcuni dei quali potrebbero non essere stati sverminati, di cani randagi o di canidi selvatici (ad es. volpi).

Come si curano i vermi del cane

Prima di tutto è opportuno metterli in evidenza. Ecco perché è consigliabile far effettuare un controllo delle feci almeno un paio di volte all’anno.

Una volta accertata la presenza di elminti, il veterinario deciderà quale sia la molecola più adatta da somministrare.

Gli antielmintici, meglio conosciuti come vermifughi, sono disponibili in commercio in diverse formulazioni.

Soprattutto nel cucciolo, molto spesso si preferisce la somministrazione per via orale di antielmintici sotto forma di compresse, pasta o sospensione.

Esistono anche antiparassitari ad uso esterno, sia sotto forma di collare che di spot-on, il cui principio attivo è efficace contro determinate specie di elminti e pertanto, soprattutto nel cane adulto, anche questa è una via percorribile.

Precauzioni dopo il trattamento

Innanzitutto è importante ricordare di  trattare tutti i soggetti presenti in casa.

Questo perché i vermi devono essere eliminati tutti contemporaneamente, altrimenti c’è il rischio di mantenere un serbatoio in grado di reinfestare successivamente gli animali trattati.

I trattamenti antielmintici non sempre uccidono il parassita ma il più delle volte ne determinano la paralisi temporanea e l’eliminazione per via fecale.

Tutte le feci prodotte nelle 24-48 ore successive al trattamento conterranno contemporaneamente sia vermi adulti, che a questo punto saranno facilmente visibili, che uova.

Queste feci andranno rimosse immediatamente e dovrà essere eseguita una accurata pulizia del pavimento per eliminare eventuali residui.

Esistono dei rimedi naturali contro i vermi intestinali del cane?

Numerosi sono i rimedi naturali descritti per la prevenzione o la cura dei parassiti dell’apparato gastro-enterico.

Tra quelli più frequentemente nominati ricordiamo l’estratto di assenzio, i semi di zucca crudi e tritati, l’estratto di bacche di Maonia (da non utilizzare nelle femmine gravide o nei soggetti con problemi epatici), i semi della pianta di Betel, l’infuso di genziana, i chiodi di garofano e l’aglio, che però non trova concordi tutti gli autori in quanto potrebbe risultare tossico se usato in eccesso.  

Questi rimedi naturali, e molti altri, sono il frutto della medicina tradizionale di diversi popoli e culture, ma per il loro utilizzo è sempre buona regola interpellare preventivamente il veterinario curante, evitando soluzioni fai da te.

I vermi intestinali del cane sono pericolosi per l’uomo?

Non tutti i vermi intestinali sono trasmissibili all’uomo, ma molti di essi possono rappresentare un rischio per la salute umana, un motivo in più per tenere sotto controllo questi parassiti.

Ad esempio, Toxocara canis può infestare l’uomo per ingestione e dar luogo alla cosiddetta sindrome della larva migrans viscerale, particolarmente pericolosa per i bambini, mentre Ancylostoma caninum, penetrando attraverso la cute, potrebbe dar luogo a disturbi cutanei (sindrome della larva migrans cutanea). Le infestazioni da Dipylidium caninum nell’uomo, che avvengono sempre per ingestione accidentali di pulci contenenti la larva del cestode, sono piuttosto rare ma comunque possibili.

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Bibliografia

https://www.animalpedia.it/sverminare-il-cane-in-modo-naturale-1557.html

Taylor M.A., Coop R.L., Wall R.L. “Parassitologia e malattie parassitarie degli animali”. EMSI, 2010

“Attezione ai nuovi parassiti del gatto e del cane, senza dimenticare i vecchi”. Papeschi C. e Sartini L. La Settimana Veterinaria, n. 1052 del 30/05/2018. Pp. 30-33

“Sfide parassitologiche del terzo millennio”. Papeschi C. e Sartini L. Supplemento de La Settimana Veterinaria, n. 1051 del 23/05/2018